Salone del Mobile 2026: le tendenze del bagno tra materia, tecnologia e nuovi riti dell’abitare
La 64ª edizione del Salone del Mobile di Milano ha confermato ciò che da qualche anno si avvertiva nell’aria: il bagno è diventato uno degli spazi più complessi e ambiziosi dell’intera casa, un luogo identitario in cui le scelte sui materiali, sui volumi e sui sistemi raccontano una precisa visione dell’abitare.
Il Salone Internazionale del Bagno 2026 ha offerto una panoramica in cui la qualità della materia ha guadagnato un posto assolutamente di primo piano. Le direzioni progettuali esposte hanno un carattere strutturato, pensato per durare nel tempo e per costruire ambienti coerenti dall’inizio alla fine.
Ecco le quattro tendenze che, a nostro avviso, disegnano maggiornamente il bagno contemporaneo di questa edizione.
1. La materia guida il progetto
Il filo conduttore di tutto il Salone 2026 è stato il ruolo della materia come punto di partenza del concept progettuale. La ricerca sembra essersi spostata su superfici capaci di portare un’identità precisa, che invecchiano bene e dialogano con la luce in modo sempre diverso: pietra naturale, marmo, e materiali naturali, ricchi di storia e carattere.antoniolupi ha presentato alcune delle novità più significative dell’edizione in questo senso. Il lavabo Carsico colpisce per la sua radicalità: scolpito a mano da maestri artigiani direttamente nel marmo, porta in superficie i segni del processo di carotaggio (le cavità, le stuccature, le variazioni di materiale) che di solito vengono eliminati e che qui diventano invece l’elemento distintivo del pezzo. Ogni esemplare è irripetibile.
Sulla stessa linea il lavabo Skyline, dove piani sfalsati e superfici intersecanti danno forma a un oggetto che assomiglia più a un’architettura in scala ridotta che a un sanitario tradizionale, con un’estetica volutamente geometrica e scolpita. Completa il quadro la vasca monolitica Slide, ricavata da un unico blocco di marmo: un pezzo che porta fino in fondo la logica della sottrazione, senza aggiunte né mediazioni.

Lavabo CARSICO, antoniolupi
La stessa ricerca materica che investe il modo degli oggetti, si ritrova applicata alle superfici ceramiche, con rivestimenti in cui il gres guadagna profondità, carattere e variazione percettiva.
Refin ha presentato alla Milano Design Week 2026 la collezione Metamorphoses Variation di Oliver Laric: un rivestimento in gres porcellanato con doppia anima (liscia e texturizzata in alternanza) e una finitura metallizzata applicata artigianalmente. Il risultato è una superficie che restituisce percezioni diverse a seconda della luce, della posa e del punto di osservazione; lo stesso materiale cambia aspetto avvicinandosi, spostandosi lateralmente, modificando le condizioni di illuminazione.

Refin, collezione Metamorphoses Variation
3. La rubinetteria come oggetto prezioso
C’è un trend che nel settore della rubinetteria si sta consolidando, secondo cui il rubinetto smette di essere un componente tecnico in secondo piano e diventa un elemento di design con una propria identità marcata, scelto con la stessa cura riservata ai rivestimenti o ai sanitari.Gessi ha portato questa visione al suo punto più esplicito con PerSempre, la nuova collezione presentata alla Milano Design Week 2026. Il progetto reinterpreta il linguaggio dell’acciaio traendo ispirazione dall’alta orologeria e dall’oreficeria contemporanea, settori in cui la precisione costruttiva e la qualità del materiale sono valori assoluti. Il risultato è una rubinetteria che porta nel bagno una nuova idea di preziosità, che si percepisce nel dettaglio lavorato, nella finitura pensata per durare, nella coerenza tra forma e materiale.
È una tendenza che ha implicazioni dirette anche sulla progettazione degli spazi bagno: quando la rubinetteria guadagna questo livello di autonomia estetica, la sua scelta va anticipata e coordinata con gli altri elementi del bagno fin dalle prime fasi del progetto, esattamente come accade con i rivestimenti o con il mobile lavabo.
Gessi, collezione PerSempre4. Durare è una scelta di design
C’è una parola che al Salone 2026 è apparsa con frequenza crescente: durabilità, intesa come vera e propria dimensione estetica e progettuale, prima ancora che come requisito tecnico. La capacità di un materiale di invecchiare bene, di mantenere le proprie qualità nel tempo, di essere integrato o riparato piuttosto che sostituito è sempre più parte del valore percepito di un prodotto.La tendenza è trasversale ai settori, e vale per le superfici ceramiche, per la pietra naturale, per i sanitari, le rubinetterie ei sistemi doccia. Quello che cambia rispetto al passato è il modo in cui questa qualità viene comunicata e percepita: non come garanzia standardizzata in fondo a un depliant, ma come argomento centrale del progetto, capace di orientare le scelte fin dall’inizio.
In generale, il Salone del Mobile 2026 ha restituito un'immagine del bagno contemporaneo più consapevole rispetto alle edizioni precedenti. Meno enfasi sulla novità in sé, più attenzione alla qualità di ciò che si sceglie e alla coerenza complessiva del progetto. È esattamente il territorio in cui lavoriamo ogni giorno, affiancando architetti e privati nella costruzione di spazi che abbiano senso nel tempo.

